Filastrocca popolare
La Befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
con le toppe alla sottana
Viva, Viva La Befana!
da cui deriva la variante ideologizzata:
La Befana vien di notte
Con le scarpe tutte rotte
Col vestito alla romana
Viva, Viva La Befana!
(Notizie tratte da Wikipedia, l'enciclopedia libera). |
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Per il terzo anno consecutivo l’Associazione Femminile “Noela Carlotta”, della presidentessa Salvina Tulumello, ha festeggiato il giorno della Befana.
Le signore dell’ Associazione, con un minuzioso lavoro nei giorni precedenti, hanno allestito delle simpatiche piccole “befane” di stoffa con tanto di scopa e sacco pieno di dolciumi vari, pronte ad essere donate ai bambini presenti dalle quattro signore “befane” che hanno interpretato al meglio il loro ruolo. Ha contribuito ad animare la manifestazione la banda |
Dopo la consegna dei doni ha preso il via il corteo, con in testa le befane attorniate da festanti bambini, che ha percorso la tradizionale “via dei santi” e si è concluso nella sede dell’ Associazione, dove sono stati offerti panettone e spumante a tutti i presenti. |
La Befana, corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa, è una tipica figura del folklore di alcune parti d'Italia centrale appenninica, diffusasi in tutta Italia. Appartiene alle figure folkloristiche, dispensatrici di doni, legate alle festività natalizie.
Secondo la tradizione italiana la Befana fa visita ai bambini il 6 gennaio, durante la notte dell'epifania, per riempire le calze lasciate da essi appositamente appese. Nel caso siano stati buoni, il contenuto sarà composto da caramelle e cioccolatini, in caso contrario conterranno carbone. Spesso la befana viene descritta come una vecchia, che vola su una scopa, a differenza di una strega è spesso sorridente e ha una borsa o un sacco pieno di ogni squisitezza.
La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata dal fascismo, nell'ambito dell'opera di "romanizzazione" della penisola.
L'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare.
L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno; in quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.
La Befana si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.
Secondo una versione "cristianizzata", i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare. |