| Cosa sono i C.S.A. e perchè sono nati?
I C.S.A. sono dei comitati spontanei di agricoltori, I comitati spontanei degli agricoltori dell’entroterra siciliano lottano per garantire la sopravvivenza dell’intero comparto agricolo e della sua produttività e specialmente la scarsa remunerazione dei prezzi di grano, foraggi, latte, formaggi, carne ed altri cereali. Assicurano che andranno avanti imperterriti a difesa dei loro diritti di italiani ed imprenditori. E minacciano persino di bloccare tutte le vie di comunicazione dell’Isola se nel giro di pochi giorni non si registreranno reali e proficui contatti con i vertici del governo regionale e nazionale. “Non abbiamo timore di scendere con i nostri trattori in autostrada, sui binari delle ferrovie e nei porti”, gridano con forza gli occupanti delle aule consiliari. Il 1° ottobre non hanno bloccato la Prefettura (come preannunciato) di Caltanissetta, ma hanno fatto saltare il consueto mercatino del sabato nisseno a Pian del Lago. Da allora sono sul luogo in un sit-in permanente che fa registrare di ora in ora nuove adesioni. Al momento sono sessanta i comitati spontanei che hanno aderito alla forte protesta.
Le misure individuate insieme con il Codifas (Consorzio di Difesa dell’Agricoltura Siciliana) mirano a sollevare le sorti economiche del comparto agricolo, tutelare la salute del consumatore, e valorizzare le risorse del territorio siciliano, attraverso ad esempio l’introduzione della tracciabilità del grano duro e di tutti i prodotti derivati, l’adozione di una legge regionale che imponga agli enti pubblici isolani il consumo, nella misura del 50% del fabbisogno, di alimenti prodotti in Sicilia, la modulazione del dazio sul grano duro d’importazione, e il ripristino dell’attività di estrazione mineraria per uso agricolo. “Da tempo – dicono - l’agricoltura subisce una crisi che ha messo in ginocchio gli operatori del settore determinando una notevole flessione dei ricavi a fronte di un aumento spropositato dei costi di produzione; si aggiunga, anche, l’afflusso di materie prime, in genere grano, da Nazioni non sottoposte a controlli e con costi notevolmente ridotti, che alterano il mercato e recano notevole danno sia ai produttori, che alla sicurezza dei consumatori di prodotti finiti. Le aziende agricole nostrane si trovano di fronte ad una crisi produttiva e di mercato senza precedenti nella storia agricola e commerciale della nostra isola. I soli costi di raccolta, per ogni singolo prodotto portato a maturazione, sono di gran lunga superiori al prezzo pagato dal grossista. Pagare un chilogrammo di grano duro 15 centesimi di euro è un’offesa per il produttore, tenendo conto dei prezzi al consumo dei suoi derivati. Con questa politica, le piccole aziende agricole a conduzione prevalentemente familiare sono destinate a fallire”. Intanto al fianco degli agricoltori siciliani si sono schierate decine di amministrazioni comunali. |