Il 13 ed il 14
aprile 2008 si è votato per l’Elezione del Presidente
della Regione e per il rinnovo dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Tale data è coincisa con le Elezioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei Deputati. Le operazioni di
voto si sono svolte in due giorni: domenica, dalle ore 8,00 alle ore
22,00, e lunedì dalle ore 7,00 alle ore 15,00; a Montedoro le
votazioni si sono svolte nelle tre sezioni allestite per l’occasione
presso i locali della Scuola Elementare in via Flaminia. Conclusa la
votazione ha avuto inizio lo scrutinio delle schede relative alle
Elezioni Politiche ed, al termine dello spoglio di queste ultime, si
è dato subito inizio alle operazioni di scrutinio delle schede
relative alle Elezioni Regionali, che sono continuate fino a tarda
notte. Di
seguito riportiamo il link del sito del Ministero dell’Interno: http://politiche2008.interno.it/ dove potrete trovare i risultati
delle elezioni a Montedoro. A
livello nazionale (con un occhio alla nostra Regione) esce dalle urne
un risultato ricco di interessanti risvolti. Berlusconi vince, ma è
attribuito alla Lega Nord un peso politico assolutamente
determinante, che sottoporrà il nuovo Esecutivo a non poche
questioni di grande interesse nazionale (ad esempio le politiche per
il Mezzogiorno e questioni come la sicurezza e l’immigrazione). Il
Pdl, cartello elettorale nato un mese prima del voto, dovrà
confrontarsi con le tante anime dentro e fuori di esso: il movimento
di Dini, quello di Giovanardi, Italiani nel Mondo di De Gregorio e la
Nuova Dc di Rotondi, AN, il Partito Repubblicano di Nucara e quello
della Mussolini e naturalmente l’ MPA di Raffaele Lombardo, il
quale avvolge le sue idologie al volontà di rendere l’Isola
autonoma, trionfante in Sicilia. Il neo
Presidente della Regione Siciliana R. Lombardo (che và a
sostituire il suo alleato Totò Cuffaro), può vantare,
rispetto alla sua avversaria, Anna
Finocchiaro (con l’appoggio di Rita Borsellino),
sostenuta dall’intero centrosinistra nella corsa a Palazzo
d’Orleans, un consenso che ha raggiunto il 65,35% delle
preferenze; in termini numerici significa 1.862.658 voti contro gli
865.903 della sua principale avversaria, fermatasi al 30,38%. L’UDC
di Casini ha retto la sfida del “correre da soli”,
rimarcando il suo ruolo che rimane determinante in Sicilia. Nel
campo del centro sinistra a livello nazionale, il Pd di Veltroni (che
raccoglie più voti della somma di Ds e Margherita) si conferma
un’ azzeccata intuizione ai fini elettorali, mentre nel
particolare caso della Regione Sicilia si ci aspettava sicuramente un
consenso maggiore. Il
risvolto cruciale di queste elezioni, è che i Socialisti di
Boselli e la Sinistra Arcobaleno di Bertinotti, perdono consenso e
non sono più rappresentati in Parlamento. Per
la prima volta nella storia repubblicana nessun politico di sinistra
farà parte del Parlamento italiano, dopo 62 anni (a partire
dalla Costituente) di ininterrotto servizio politico, la cosiddetta
“sinistra radicale” scompare dall’arco
parlamentare. Jean
Leonard Touadì, ex assessore alla Sicurezza e alle Politiche
giovanili del Comune di Roma, sarà il primo parlamentare di
colore ad entrare in Parlamento. Nato in Congo-Brazzaville nel 1959 è
stato eletto alla Camera nel collegio Lazio 1 con l'Italia dei Valori
di Di Pietro. Ed
infine riportiamo le parole di Sonia Alfano, che con la lista Grillo
è riuscita ad ottenere circa 70.000 voti in Sicilia: <<Continueremo a crescere giorno dopo giorno con il solo
obiettivo di ridare dignità e voce ai siciliani, per
liberarli da uno stato di sudditanza dalle promesse clientelari.
Lasciatemi però dedicare questo successo iniziale a chi non
c’è più e soprattutto ai giovani siciliani che
ancora vivono in Sicilia, ma soprattutto a quelle migliaia di giovani
che sono costretti a vivere fuori dalla Sicilia>>.
Tenendo presente quanto fin'ora avete letto, vi vogliamo ricordare che l'ex Presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, costretto alle dimissioni con il decreto di «accertamento della sospensione» nei suoi confronti, firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi su proposta dei ministri dell’Interno e degli Affari Regionali, siede ora in Senato, nelle file dell' UDC di Casini. Un atto, il suo allontanamento dal governo della Regione, dovuto in doveroso adempimento dell’articolo 15 della legge n° 55 del 1990 che recita: «sono sospesi di diritto dalle cariche coloro che hanno riportato una condanna non definitiva» per il delitto, tra altri, di cui all’art. 378 del Codice Penale in relazione all’art. 416 bis dello stesso codice.
Cuffaro ha infatti subito una condanna a 5 anni, nel processo per le 'talpe' alla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, dalla terza sezione penale del Tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo. E' anche se è stata esclusa l'aggravante di aver favorito la mafia, viene aggiunta alla condanna, come pena accessoria, l'interdizione dai pubblici uffici, Cuffaro si è trovato un posto in |
Io mi auguro che L'italia possa finalmente diventare un Paese normale, un Paese in cui sia abolita la doppiezza. Un Paese normale dove non si interpellino i divi della televisione per conoscere il loro parere su qualsiasi argomento, dalla solitudine dell'uomo all'allevamento dei canrini. Un Paese normale è un Paese in cui l'unico punto di riferimento non è la geografia con i suoi confini, ma legge uguale per tutti. Un Paese normale è quello in cui per stare a galla, per affermarsi, non bisogna più fare parte del gruppo, avere il sostegno delle corporazioni (...) E' quello in cui non c'è spazio per il grande tormento di oggi, che è l'apparire. Un Paese normale, un Europa normale, un mondo normale, è quello in cui i bambini finiscono le loro giornate in un lettino, con le lenzuola che profumano di pulito. |