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Il Gatto con gli Stivali

Grazie alla dott. Maria Mangione abbiamo avuto l’occasione di poter vedere un testo appartenuto a Lina Caico, la prima direttrice della rivista manoscritta Lucciola, e che ora proponiamo ai nostri visitatori.
Lina nel 1942 (morirà nel 1951), inferma ed in ristrettezze economiche, viene accudita dalla "lucciola" Licia (Laura Mangione di Palermo).

Testamento di Lina Caico (tratto dal sito www.messana.it)

Lascio tutto quello che possiedo, terre e case, compreso quello che contengono la case dove dimoro a Montedoro e le sue adiacenze, e quel che contiene la mia camera a Palermo, a Laura Mangione da molti anni mia carissima amica che considero mia figlia, la quale durante la mia lunga infermità si è dedicata a me assistendomi materialmente e dandomi la migliore compagnia spirituale. Non lascio nulla dei miei beni immobili alla mia sorella Letizia (ringraziando suo marito di avere amministrato per me per tanto tempo) perché ella è molto più ricca di me, ma desidero che scelga quelli che più le piacciono tra i miei libri e qualunque tra gli oggetti che adornano la mia camera (quelle a Montedoro e quella a Palermo). Prego Laura di dare uno di questi oggetti miei, o uno di questi miei libri, in mio ricordo, alle sue sorelle Sofia ed Eva, ai suoi quattro nipoti, a mia sorella Giulia, a mio fratello Federico a mia nipote Dionisia, a mia nipote Lauretta, quando sarà possibile mandarglielo, alle me amiche ed ai miei amici. Per questi piccoli ricordi, se non bastano gli oggetti, ci sono anche i libri. A Giulia rimetto tutti i debiti che ha verso di me. E prego Laura di dare per me mille lire a Dionisia, non subito, ma al tempo della vendita del possibile raccolto. Io temo di essere sepolta prima di essere morta, e se non èpossibile tenere in casa il mio corpo sino a che si manifestino segni certi e sia cominciata la corruzione, voglio che mi siano tagliate le vene prima di seppellirmi. Prego tutti di perdonarmi le mie mancanze e ringrazio tutti per la bontà usatami, sicura di vedere quelli che io amo e che mi amano. Dio sia ringraziato per la mia vita e per la mia morte. Nelle partecipazioni nel giornale mettere in fine tra virgolette: "Datemi fiori non della terra ma del cielo".              Lina Caico

Montedoro, 2 Novembre 1941