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I Lamentatori in Sardegna
Ho avuto il piacere di assistere all'esibizione dei nostri LAMENTATORI presso la Chiesa di Santa Brigida di Irgoli (NU). E' stato un grande successo!
Mi sono sentito un inviato speciale.
I LAMENTATORI assieme ad altri gruppi popolari della Sardegna si sono esibiti nell'ambito della manifestazione CANTI DI TRADIZIONE organizzata dal Comune di IRGOLI (NU), un paesino di circa 2000 abitanti in provincia di Nuoro.
La manifestazione si è svolta presso le chiese del paese, per quanto riguarda i canti sacri, e per le vie del centro, "LE VIE DELLA MUSICA", per quanto riguarda i canti profani. E' sembrata una passeggiata nella musica; in ogni angolo del paese c'erano cantori, musicisti, gruppi folk, balletti, che le persone ascoltavano e ammiravano passeggiando.
C'è stata una grande partecipazione da parte degli abitanti di Irgoli.
La serata si è conclusa con canti, poesie cantate, balli, giochi e un genuino buffet di formaggi e salumi sardi.
I Nostri, in un clima generale di festa, sono stati accolti con calore dagli Irgolesi; sono stati invitati a vari "spuntini" di campagna a base di PORCETTO e vari prodotti tipici della Sardegna; non poteva mancare il CANNONAU (tipico vino sardo) che i LAMENTATORI hanno apprezzato.
Posso dire che io c'ero.
In allegato alcune foto rappresentative della manifestazione.
Saluti dalla Sardegna.
Calogero Genco
Nelle foto: (fila sinistra dall'alto in basso) Il manifesto, il Rosario cantato, spettatori, prove dei lamentatori di Montedoro. (fila destra dall'alto in basso) i lamentatori di Montedoro, un momento dell'esibizione, il gruppo di Bortigali (NU), il gruppo di Irgoli (NU).
da: "L'Unione Sarda" del 20/09/2009

Terza Rassegna di canti religiosi e profani di tradizione orale (Irgoli 18 - 19 settembre 2009).

A distanza di 7 anni dalla seconda edizione i Cantori i Irgoli ripresentano l’appuntamento con “Canti di tradizione”, una rassegna di canti religiosi e profani di tradizione orale”. Il lasso di tempo trascorso non ha certamente cancellato le intense emozioni delle manifestazioni precedenti, rimaste vive anche nei ricordi di numerosi irgolesi e di tanti ospiti che a più riprese hanno richiesto una nuova edizione della manifestazione.
Alla base del nostro impegno v’è la passione di sempre per la nostra cultura ed in particolare per le straordinarie tradizioni musicali della nostra comunità. Ad essa si aggiunge il desiderio di dar vita a momenti di incontro sociale nel corso dei quali, attraverso dei momenti di riflessione, di ascolto e di confronto con altre realtà, la nostra comunità locale possa trovare un’occasione per coltivare le conoscenze, le sensibilità e le consapevolezze dei valori e delle ricchezze culturali sue proprie. Un occasione importante, che vogliamo proporre come un nostro contributo per uscire dalla situazione di grave difficoltà e travaglio sociale di questi ultimi tempi.
Sappiamo della straordinaria ricchezza delle tradizioni musicali del nostro paese. Saranno queste le vere protagoniste principali della manifestazione e lo saranno in primo luogo i repertori polivocali, quello religioso e quello profano (il canto a tenore), integrati dalle esecuzioni monodiche dei canti femminili ( le anninnias, s’attittu, vari canti liturgici) seguiti dai repertori strumentali, dai canti monodici a ballo e a voche e chitarra, per poi finire con i poeti improvvisatori. Una molteplicità di espressione musicali che ha pari solo in pochissimi centri della Sardegna che ad Irgoli raggiunge vette altissime di qualità estetica e ricchezza nell’articolazione del patrimonio che sono ben note in tutta la Sardegna e altrove. Un patrimonio immateriale che non è solo dei cantori che oggi la interpretano, ma è espressione della cultura di una comunità, un bene comune che deve essere sentito e preservato.
La manifestazione quest’anno si svilupperà attraverso l’organizzazione di percorsi di ascolto itineranti che presenteranno le espressioni vocali tradizionalmente associate ai vari contesti esecutivi: dalle feste del ciclo dell’anno religiose e non, alle ricorrenze più importanti della vita dell’uomo, ai momenti d’incontro e di divertimento collettivo. Quanto sopra per evidenziare l’importanza e l’essenzialità che questi repertori hanno avuto nella cultura dei popoli ed hanno tuttora poiché rappresentano la loro ricchezza in quanto affermazione dei suoi valori più autentici. Il percorso sarà guidato da delle voci narranti interpretate da giovani attori di Irgoli che illustreranno la manifestazione, le tradizioni delle varie culture presenti e i repertori proposti.
Le novità dell’edizione di quest’anno sono fondamentalmente due. La prima è il contesto che ospiterà la rassegna costituito dal centro storico, da sempre teatro naturale delle nostre tradizioni musicali e della vita del paese. Nelle sue chiese infatti si svolgevano tutti i riti liturgici e paraliturgici nel contesto dei quali sos Cantores eseguivano i canti polivocali. Mentre fra le sue vie si teneva la suggestiva processione del Venerdì Santo che faceva tappa in posti fissi, contrassegnati dalla presenza di croci, nei quali si eseguivano i canti della passione di Cristo. Gli stessi luoghi che hanno ospitato per secoli i canti a tenore, per ballare e per fare le serenate. Essi hanno assistito all’arrivo dei primi strumenti musicali, la chitarra, l’organetto e allo svilupparsi e consolidarsi di quei repertori con l’intervento di numerosissimi cantori e musicisti. Questo contesto inoltre consente di salvaguardare l’atmosfera di silenzio e di sacralità che il repertorio religioso richiede, ed offre nel contempo la possibilità di proporre in un ambiente più consono e più fruibile il repertorio profano, spesso relegato nel caos dei palchi e delle feste paesane.
L’altra novità è data dall’articolazione della manifestazione in tre distinti momenti: il primo riguarderà i repertori religiosi, il secondo sarà dedicato al canto a tenore, mentre il terzo momento sarà invece destinato alla prosecuzione dell’iniziativa con il coinvolgimento di chi avrà il piacere di parteciparvi. In sostanza l’idea è quella di organizzare un evento musicale in cui per 2/3 ore si proporranno, attraverso dei precisi percorsi d’ascolto, i repertori di Irgoli e dei gruppi ospiti, per poi proseguire (si spera per tutta la notte) con la festa allargata alla partecipazione di tutta la comunità e degli ospiti.

Il giorno 18 è prevista una tavola rotonda con la partecipazione di etnomusicologi esperti del settore (Ignazio Macchiarella, Marco Lutzu, Chiara Solinas, Sebastiano Pilosu) che tratteranno di alcuni aspetti relativi alle caratteristiche musicali e ai contesti culturali del canto polifonico sardo, ma saranno anche trattate alcune tematiche di più ampio respiro inerenti la realtà odierna della musica di tradizione orale. Nell’occasione sarà anche presentato il progetto Hymnos. Rete territoriale del canto liturgico, paraliturgico e profano a più voci, a cura del presidente, il dott. Emilio Chessa, sindaco di Santu Lussurgiu. Tale progetto prevede la partecipazione di istituzioni pubbliche, associazioni e confraternite appartenenti a quelle poche comunità dell’Isola, appena una quindicina tra cui la nostra, che hanno la fortuna di conservare ancora viva la pratica dei canti polivocali di tradizione orale.

I gruppi ospiti scelti interpreteranno esclusivamente musiche e canti della tradizione orale dei loro paesi di provenienza. Della Corsica, terra sorella che presenta un ricchissima tradizione musicale fortemente identitaria, saranno proposti i repertori a più voci religiosi e profani. Saranno inoltre presenti i cantori della Confraternita di Montedoro (Sicilia), il tenore Untana Vona di Orgosolo e il Cuncordu Ortigalesu di Bortigali. Il programma della rassegna sarà raccolto in un libretto di presentazione che sarà distribuito al pubblico.

Crediamo molto nella possibilità che la manifestazione rappresenti anche un' opportunità di riflessione per tutti sull’importanza e sul valore delle nostre tradizioni e sulla necessità di impegni mirati a favorirne e garantirne la salvaguardia e valorizzazione.