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Quarta giornata del contemporaneo
Il 4 ottobre anche a Montedoro, come in più di 800 luoghi d’arte in tutta Italia, s’è tenuta la quarta giornata del contemporaneo; manifestazione organizzata dall’ Associazione Culturale Montedoroarte, promossa dall’ A.M.A.C.I. Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani, con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Quest’anno sono state organizzate tre esposizioni di artisti locali, Angelo Carlotta, Tina Duminuco, Agostino Tulumello.
Angelo Carlotta, alla sua prima esposizione, ha presentato i propri lavori nella mostra dal titolo:

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I non luoghi. Opere pittoriche che uniscono il razionale esercizio della rappresentazione figurativa al gesto irrazionale del dripping (tecnica pittorica che consiste nel far sgocciolare il colore sulla tela ,sperimentata per primo da Max Ernst e portata al successo da J.J. Pollock) e al movimento del colore steso con la spatola. Il titolo della mostra vuole dare il senso di quelle che sono le opere: figure inserite in fondi senza connotazioni spaziali, come a voler rappresentare lo spaesamento, lo smarrimento delle figure in uno spazio inesistente, in un
non luogo appunto; anche i soggetti rappresentati danno il senso di irreale esistenza, infatti, l’artista non definendo la fisionomia dei soggetti vuole quasi rimarcare questa sensazione di smarrimento, inserendo i suoi personaggi in questa sorta di selva irrazionale di linea di colore colato, turbini e saette di smalti, acrilici ed oli.
Tina Duminuco artista intimista, per la prima volta, dopo molti anni, esce fuori dagli schemi del figurativo per esplorare nuovi sistemi di comunicare il suo modo di sentire il mondo con la mostra dal titolo: Rigenerazioni. In queste sue opere abbandona la tela per la carta pesta, qui è il supporto a diventare elemento della creazione, l’intervento artistico nasce fin dalla messa in posa della pasta di carta che viene stesa e manipolata in onde, vortici e cirri morbidi e soffici come porzioni di nuvole. L’artista usa materiali di scarto quali la
cartastraccia, foglie e fiori secchi come a voler ridare la possibilità di vivere ai materiali destinati al deterioramento. L’artista rigenera la materia in questa sorta di “poesia bianca” sulla quale riprendono vita frammenti di testi, di poesie di altri autori che qui diventano parte di una nuova composizione.
Agostino Tulumello artista concettuale che da più di vent’ anni ha impostato la sua ricerca intellettuale sul concetto di tempo, mette in mostra qui la sua ultima serie di lavori nell’esposizione dal titolo: Scotch time. Qui Tulumello arriva all’astrazione pura del concetto di tempo, espressa solo dalla prassi del lavoro, dal fare quasi certosino, le opere sono composte da centinaia di piccoli frammenti di nastro adesivo, di colore diverso per ogni pannello esposto, che scandiscono, in porzioni di spazio, quasi un picchiettare, un battere
ritmico di un tempo che si fa materia, di un tempo perso, cristallizzato, in cui i segni e le lettere perdono il loro valore comunicativo. Una sorta di esercizio matematico, in cui l’artista dilata e scompone il tempo lasciando all’osservatore una serie di quadri che, come dei codici a noi sconosciuta, hanno il significato da ricercare altrove, oltre la rappresentazione oggettiva.
Marco Petix