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Omaggio a Lucciola: rivista manoscritta da un gruppo di donne nel centenario della sua fondazione (1908-2008).
Sabato 29 marzo, si è concluso il programma elaborato in occasione delle " Rose di marzo”(evento dedicato principalmente all'universo femminile), con la presentazione del testo “Leggere le voci, storia di Lucciola, rivista manoscritta al femminile” a cura delle autrici Paola Azzolini e Daniela Brunelli e con interventi dell’ing. Giorgio Lombardo e del prof. Federico Messana; l’evento è stato presentato al centro sociale di Montedoro dalla dott.ssa Maria Francesca Randazzo e concluso con i ringraziamenti agli intervenuti da parte del sindaco Giuseppe Piccillo.
Dopo l’introduzione al contesto ambientale, nel quale si trovò a scrivere la “nostra” Lina Caico da parte di G. Lombardo, ed alla sintesi esplicativa della rivista manoscritta “Lucciola” a cura della persona che ha fatto conoscere tale rivista a Montedoro, grazie alle sue accurate ricerche F. Messana, davanti ad una sala gremita di nostri concittadini, le autrici hanno proiettato e descritto con grande passione una selezione di articoli ed immagini tratte da alcuni numeri della rivista; rivista unica in Italia, di rara bellezza, dove le redattrici scrivevano, disegnavano, facevano i paratesti con decorazioni quali ricami, lavori ad uncinetto, disegni ed altro ancora.
Il nostro Paese, può onorarsi di aver ospitato nei primi anni del ‘900 la prima direttrice ed ideatrice di Lucciola, Lina Caico, e trova spazio nelle pagine del testo in uno splendido articolo della stessa intitolato Primavera siciliana, in cui la Caico, dopo averci trasportato in un’atmosfera primaverile, ci accompagna per il sentiero tortuoso del Calvario descrivendo la “curiosa” processione del Venerdì Santo, corteo caratterizzato dai cori struggenti dei Lamenti. Dopo aver descritto la “rumorosa” cerimonia della “Risuscita”, descrive “l’Incontro” fatto la domenica mattina quando “non c’è ancora stato il tempo di ubriacarsi”. Altro articolo che parla direttamente del nostro Paese, a cura della sorella di Lina, Letizia, è Storia siciliana, dove viene raccontato un fatto di cronaca montedorese, il mancato omicidio di Don Martino Caico (Don Martino ha avuto 12 figli; l'ultimo, Don Franco, fu nonno delle "nostre" 2 sorelle), che vedeva come mandante il misterioso barone P. di Montedoro; tale fatto, risalente al ‘700, fu raccontato a Letizia dal campiere dei Caico Alessandro Augello. I due articoli sono accompagnati da tre foto: una della processione del Venerdì Santo; una foto di contrada Lavatore e l'ultima che ritrae il “profilo dantesco” di A. Augello.
La presentazione del testo si è ripetuta a Palermo, lunedì 31 marzo, nella suggestiva “sala rossa” del Palazzo dei Normanni a cura dell’Associazione Mezzocielo e dell’Istituto Gramsci. In tale occasione non poteva mancare un intervento di F. Messana che ha concesso per l’occasione la visione di due numeri originali delle riviste in suo possesso. L’attenta e faticosa ricerca delle due autrici, come ha sottolineato l’editore, ha portato alla luce nomi e volti che sarebbero stati sepolti sotto la memoria dell’ultimo parente. Chi scrive aggiunge che grazie a F. Messana, anche il luogo della nascita della rivista sarà legato per sempre alla storia della “Lucciola”, a tal proposito le due autrici hanno simpaticamente invitato gli intervenuti ad una visita al nostro Paese, dove le stesse hanno trascorso due giorni nei luoghi che furono di L. Caico. Da ricordare tra i tanti interventi quello di Renata Pucci Zanca, che ha curato la traduzione del testo di Louise Hamilton Caico (madre di Lina) Sicilian ways and days, edito a Londra nel 1910 e pubblicato con il titolo Vicende e costumi siciliani solo nel 1983 in Italia; la Zanca conserva ancora la lettera d’incarico con cui il Comune di Montedoro le affidò la traduzione. Nel chiudere il nostro piccolo articolo, rendiamo merito al grande lavoro svolto dalle due autrici,Paola Azzolini e Daniela Brunelli, che inviteremo se possibile a darci notizia su qualche
altro numero della rivista, non inserito nella selezione fatta per il testo, che parli direttamente del nostro Paese; rendiamo sempre merito alla ricerca del nostro concittadino F. Messana che ha permesso a noi montedoresi di venire alla conoscenza di Lucciola, che vogliamo infine ricordare con le parole di Lina Caico:<<Lucciola era un vero raggio di sole in cui le donne si rifugiavano per rivelare e scambiarsi pensieri e per sentirsi partecipi di un mondo che cambiava>>.
Gabriele Alfano
...riflessione...

Lucciola nasce come manoscritto nell'età della stampa, e a cento anni esatti dalla sua prima uscita, nell'era dei blog e delle video-chat, riesce a trasmetterci ancora suggestioni ed emozioni; la sua carica si radica nelle sue intenzioni originali: quello di dar vita ad una comiunicazione universale; di un sentimento di amicizia pura che travalica la conoscenza personale e si nutre di emozioni e sapienze; della necessità del "viaggio", da farsi anche sfruttando gli occhi ed i racconti "dell'altro"; dal desiderio di evasione per puro senso dell'estetica e della comprensione.

Tra le pagine del libro, che raccolgono le selezioni dei manoscritti, riscopriamo una fetta di storia d'Italia, distinguiamo le diverse età e culture ed in un certo qual modo ne invidiamo la forza comunicativa. Forza che non nasce solo da un buon uso della lingua e della sua grammatica, o dal semplice desiderio di raccontare una storia, ma si insinua tra le attese di un corriere, nell'emozione del ricevere e del far ripartire; non era il viaggio di una rivista ma lospecchio dei loro pezzi di mondo, guardati dalla loro prospettiva.

..."Ogni che volta che arrivava la rivista, io la leggevo ed era come se potevo sentire le voci delle mie amiche lontane..."
Sicilia Licata
 
Per chi volesse conoscere la storia “della nostra Lucciola”, consigliamo di consultare i link: